La Colombia si trova oggi a discutere dell'abbattimento degli ippopotami discendenti da animali importati illegalmente da privati.Per decenni questi animali sono stati lasciati riprodurre senza controllo,trasformandosi da curiosità esotica a problema ecologico nazionale.Le istituzioni hanno oscillato tra rimozioni simboliche e sterilizzazioni pianificate,piani mai opportunamente finanziati.Il risultato ?Da quattro esemplari iniziali si è arrivati a circa duecento,liberi lungo il fiume Magdalena,in un ecosistema che non ha alcun modo di contenerli.
Oggi la soluzione scelta dal governo è la più rapida ,la più economica,ma anche la più brutale.Abbattere gli animali in eccesso,decisione presentata come inevitabile,ma che inevitabile non era affatto se intervenuti in tempo.E' il classico copione in cui l'emergenza nasce dall'assenza di gestione.
Gli ippopotami sono ormai diventati una specie invasiva,minacciano la fauna locale,alterano i corsi d'acqua,possono essere pericolose per le comunità rurali,ma tutto questo era prevedibile da anni.Oggi si sceglie la scorciatoia di eliminare gli animali che lo Stato ha lasciato moltiplicarsi.Una scelta che scarica sugli ippopotami la responsabilità del fallimento umano.Prima l'incuria,poi il fucile ,e a pagare sono ,non i responsabili,ma gli animali.