In Australia il canguro è ovunque:sulle monete,negli stemmi,nelle campagne pubblicitarie,è l'animale che il paese mostra al mondo come icona della propria identità,eppure ogni anno,lo stesso governo che lo celebra autorizza abbattimenti di massa che fanno discutere l'opinione pubblica internazionale.Un contrasto che racconta molto più dell'ecologia,racconta una gestione miope che interviene solo quando il problema è già esploso.
Le autorità australiane giustificano gli abbattimenti con un concetto semplice "i canguri sono troppi".In alcune regioni,spiegano,la loro popolazione supera la capacità del territorio,conseguenze:danni all'agricoltura,competitività con pecore e bovini d'allevamento,danni all'ecosistema.Ma viene da chiedersi,perchè la popolazione è esplosa?Ebbene sembra essere stato il risultato delle trasformazioni del territorio introdotte dall'uomo,come i pascoli sterminati,artificiali,di cui i canguri hanno beneficiato,la costruzione di bacini idrici artificiali,creati per il bestiame e che hanno offerto loro una abbondanza d'acqua che prima non avevano ed in ultimo la caccia ai loro predatori,interferendo così con l'equilibrio naturale.
Il paradosso finale è quasi grottesco,il paese che ha costruito la propria immagine sul canguro è lo stesso che ogni anno ne autorizza l'uccisione di centinaia di migliaia.Quanto vale davvero un simbolo quando smette di essere tale?