La riforestazione ha certamente portato benefici ambientali,ma la gestione non sempre è stata sostenibile:piantare alberi in zone desertiche o semiaride ha in alcuni casi aggravato la pressione sulle risorse idriche.
E' da esempio la massiccia riforestazione in Cina che se da un lato ha contribuito ha ridurre la desertificazione migliorando l'ambiente,dall'altro ha anche causato problemi di scarsità idrica in alcune regioni,la grande quantità di alberi piantati ha infatti alterato il ciclo idrologico dato il consumo di grandi quantità d'acqua assorbite dalle piantagioni.
La Cina con il programma noto come"Grande Muraglia Verde" avviato nel 1978 con l'obiettivo di fermare l'avanzata dei deserti nel nord del paese ha piantato centinai di milioni di alberi per ridurre l'erosione del suolo e contrastare la desertificazione;in molte aree il progetto ha avuto successo,ma in altre come nelle regioni aride del Xinjiang e della Mongolia interna,questo ha causato una competizione per l'acqua con le comunità locali.
Studi recenti hanno accertato che la riforestazione in alcuni casi modifica il ciclo dell'acqua riducendone la disponibilità per l'agricoltura e la popolazione.
Gli esperti sottolineano la necessità di ricalibrare i progetti,scegliendo specie più adatte ai climi locali e integrando la riforestazione con politiche di gestione dell'acqua,puntando su vegetazione autoctona e arbusti che consumano meno acqua,invece di fitte foreste in aree aride.La lezione è chiara:riforestare si,ma con equilibrio ecologico ed idrico.